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DOMANDE FREQUENTI

DOMANDE FREQUENTI

CHE COS’È L’ENURESI NOTTURNA?

L’enuresi è una forma di incontinenza urinaria intermittente per cui il bambino fa la pipì a letto di notte senza svegliarsi.

CI SONO ANCHE ADULTI CHE NE SOFFRONO?

Si , circa l’0,5-1% della popolazione adulta. Sono tutti quei bambini che non sono stati portati in tempo dal pediatra o medico di fiducia e che ora si trovano a gestire, da adulti, un problema che condiziona pesantemente la loro vita di relazione

L’enuresi è una forma di incontinenza urinaria intermittente per cui il bambino fa la pipì a letto di notte senza svegliarsi.

QUANTI BAMBINI NE SOFFRONO?

Il 10% dei bambini tra i 6-14 anni: oltre 600.000 bambini in Italia. L’enuresi rappresenta, in ordine di frequenza, il secondo problema in età pediatrica, dopo le allergie.

DA QUANDO SE NE PARLA IN TERMINI SCIENTIFICI?

Di questo problema si parla dal 2500 a.c., ma solo dal 1985 si è cominciato a spiegarne la causa in maniera scientifica. Da quella data ad oggi sono stati pubblicati oltre 2688 articoli scientifici su questo argomento.

INTERESSA SIA I MASCHI CHE LE FEMMINE ?

Sia i maschi che le femmine possono soffrire di enuresi notturna anche se le statistiche dimostrano che il problema e’ piu’ frequente nei maschi, rispetto alle femmine, con una prevalenza di 2:1.

SE NE ANDRÀ DA SOLA?

Questo è vero solo per il 15% dei bambini. Purtroppo per gli altri, la pipì a letto non passerà da sola e a 15 anni ci sarà ancora il 2% di dei ragazzi che bagnerà il letto. Molti hanno una grande probabilità di sviluppare varie forme di incontinenza urinaria in vecchiaia. Un EFFICACE E TEMPESTIVO trattamento può modificare questo esito. Ecco perché è importante consultare il Medico di fiducia e parlarne con lui.

E’ DOVUTA AD UN PROBLEMA PSICOLOGICO?

No. Le cause sono organiche, ma se non viene correttamente affrontata e trattata, l’enuresi crea problemi psicologici ai bambini che ne soffrono perché diminuisce il loro grado di autostima e limita le loro esperienze di vita sociale.

QUALI SONO LE CAUSE ?

Negli ultimi anni i contributi della ricerca hanno permesso di identificare le cause che determinano l’enuresi, permettendo così un approccio razionale alla sua terapia. In particolare, è stato confermato che :

  •  esiste una componente ereditaria
  • i maschi sono più colpiti delle femmine
  • questi bambini, (di ambo i sessi), producono durante la notte volumi di urina che eccedono la loro capacità vescicale. Questa eccessiva produzione di pipì durante la notte è legata alla mancata produzione notturna di un ormone, la vasopressina, che normalmente ha un picco di produzione verso le 3-4 di notte: questo garantisce che la quantità di urina notturna riesca ad essere contenuta nella vescica dalla sera alla mattina. In numerosi casi questi bambini presentano una vescica di dimensioni più piccole rispetto a quelle attese per la loro età, per cui sono costretti a bagnare più volte durante la notte
  • la difficoltà a risvegliarsi quando parte lo stimolo a fare la pipì è una caratteristica comune a tutti i bambini che soffrono di questo problema.

ESISTONO DELLE CURE?

Sì e sono differenziate a seconda del tipo di enuresi di cui soffre il vostro bambino.
Rivolgetevi al vostro Pediatra o Medico di fiducia. Sicuramente vi chiederà di collaborare raccogliendo una serie di dati utili a inquadrare il problema.
I dati compilati serviranno al Pediatra o al Medico di fiducia per capire se si tratta di un’ enuresi “isolata” (monosintomatica) o di un’enuresi “associata” a disturbi della pipì anche durante il giorno (non-monosintomatica)?

CHE NOVITÀ CI SONO OGGI NEL TRATTAMENTO DELL’ENURESI?

Importanti raccomandazioni comportamentali e dietetiche saranno fornite dal vostro Pediatra o Medico di fiducia come fase preliminare del trattamento dell’enuresi.
Ad oggi, inoltre, sono disponibili trattamenti terapeutici studiati appositamente per i bambini, in nuove formulazioni gradevoli e di facile assunzione, in grado di risolvere definitivamente questo problema.

DA CHE ETÀ PRENDERE IN CONSIDERAZIONE IL PROBLEMA?

Decidere quando iniziare il trattamento di un bambino con enuresi dipende dal livello di maturazione che ha raggiunto, dall’impatto del sintomo sul suo grado di autostima, dalla limitazione imposta alla sua vita di relazione, dal tipo di enuresi di cui soffre, dalla sua e vostra motivazione.
In accordo con la Società Internazionale che si dedica ai problemi della continenza in età pediatrica (International Children’s Continence Society), si raccomanda di prendere in considerazione l’enuresi solo dopo i 5 anni di età, epoca in cui generalmente i bambini e le bambine hanno completato il raggiungimento del controllo minzionale e si accingono all’ingresso alla scuola elementare, che rappresenta un’importante tappa sociale.

PERCHÉ È IMPORTANTE DIAGNOSTICARE E CURARE L’ENURESI?

Nonostante i numerosi progressi fatti in campo Medico-scientifico, ancora oggi oltre il 65% dei pazienti non riceve un corretto inquadramento diagnostico e un trattamento adeguato, perché spesso il sintomo viene considerato trascurabile e di sicura risoluzione nel tempo. In realtà, le cose non stanno proprio così.
Esistono studi che dimostrano come questo atteggiamento abbia conseguenze rilevanti. Bagnare il letto dopo i 5 anni diminuisce il grado di autostima dei pazienti in modo ben più grave di altre malattie croniche invalidanti. Anche se può sembrare paradossale, considerato come dormono profondamente, questi bambini al risveglio sono spesso molto stanchi perché, in realtà, hanno un sonno molto disturbato. Essi, infatti, trasmettono normalmente al cervello la sensazione di vescica piena, ma continuano a dormire perché hanno una minore capacità di risvegliarsi in risposta a questa sensazione rispetto agli altri bambini. Ne segue un sonno frammentato e poco ristoratore che spiega la stanchezza mattutina e, a volte, il minor rendimento scolastico.
Inoltre, studi recenti dimostrano che circa 8 su 10 soggetti sofferenti di incontinenza urinaria oltre i 60 anni, soprattutto se donne, riferiscono di aver sofferto di enuresi quando erano bambini.
L’intervento terapeutico e la soluzione del problema favoriscono, invece, un rapido e duraturo miglioramento.

CI SONO ESAMI DA FARE?

Un’accurata anamnesi (intervista) da parte del Pediatra o del Medico di fiducia, con particolare attenzione agli aspetti legati alla minzione, spesso basta a inquadrare il problema. Tuttavia, in caso di dubbio, le indagini richieste in prima battuta sono tutte “non invasive”.

QUALI SONO I DATI UTILI PER LA CORRETTA DIAGNOSI DELL’ENURESI?

Per diagnosticare correttamente se il vostro bambino è affetto da enuresi “isolata” (enuresi monosintomatica) o “associata” ad altri disturbi della pipì anche durante il giorno (enuresi non-monosintomatica) è importante raccogliere diverse informazioni.
Tra queste:

  • il numero di notti asciutte e bagnate
  • il numero di volte in cui bagna il letto ciascuna notte
  • la frequenza con cui fa la pipì durante il giorno, se corre all’ultimo momento, se saltella per non bagnarsi, se trovate le mutandine umide di pipì
  • il volume di urina prodotta
  • il totale di liquidi assunti nel corso della giornata
  • se soffre di stitichezza

DOVE ANNOTARE QUESTE INFORMAZIONI?

Al fine di agevolare la raccolta di questi dati, sono disponibili due importanti strumenti: il calendario notti asciutte/bagnate e il diario minzionale.
Questi strumenti vanno compilati prima di iniziare qualunque terapia . Servono per valutare la consistenza del problema, e, classificare di quale tipo di enuresi si tratta. Durante la terapia, sono utili a monitorare l’andamento del disturbo. I risultati ottenuti, infatti, incoraggiano il bambino a proseguire nel suo percorso. In ogni caso, il vostro Medico saprà consigliarvi il modo migliore di affrontare il problema indicandovi sia i comportamenti utili a migliorare la capacità vescicale del vostro bambino che le terapie farmacologiche adatte alla cura di entrambi i tipi di enuresi.

E’ IMPORTANTE COINVOLGERE IL BAMBINO?

Raccogliere i dati assieme al vostro bambino lo aiuterà a capire che vi state occupando attivamente del suo disturbo e che bagnare il letto non è questione di buona o cattiva volontà, ma dipende da fattori organici. Servirà anche a fargli capire come funziona la vescica e come può aumentare lo spazio utile a raccogliere le goccioline di pipì prodotte durante la notte.

QUALI DISTURBI RISOLVERE PRIMA DI AFFRONTARE L’ENURESI?

E’ da escludere la presenza di infezioni urinarie e di parassitosi intestinali (vermi) che possono avere come conseguenza una enuresi. Anche la stitichezza va sempre risolta prima. Tutti questi problemi, infatti, irritano la vescica diminuendone lo spazio utile a contenere la pipì.

COME REAGIRE DI FRONTE ALL’ENURESI?

Sdrammatizzare e rassicurare. Né voi, né il vostro bambino siete responsabili di questa situazione. Non si tratta pertanto né di punire né di umiliare, ma di capire e far capire a vostro figlio perché bagna il letto di notte.
Parlatene con il vostro medico o pediatra di fiducia. Nel frattempo, considerate i suggerimenti su cosa fare e non fare.

COSA FARE?

  • Dite al bambino che non è solo
  • Spiegategli che ci sono tanti altri bambini e bambine nella sua situazione, magari tra i suoi stessi compagni di classe. Lo rassicurerà e lo farà sentire meno “diverso”
  • Se avete avuto lo stesso problema, condividete insieme questa notizia e ditegli che lui/lei è più fortunato/a, perché, rispetto ai vostri tempi, il problema ora si può curare
  • Mostratevi comprensivi. Fate capire a vostro figlio che vi rendete conto di quanto l’enuresi notturna sia un peso per lui. E’ importante che si senta sollevato dal senso di colpa e incoraggiato
  • Dimostrategli che vi importa solo che stia meglio e che risolva il suo problema
  • Parlatene in famiglia, spiegando perché succede e richiamate chi eventualmente lo deride
  • Fornitegli un quaderno su cui annotare le quantità di liquidi assunti durante il giorno, spiegandogli che più beve più si allarga lo spazio della sua vescica dove poter “parcheggiare” le gocce di pipì durante la notte
  • Incoraggiatelo a compilare il calendario notti asciutte/bagnate per monitorare il suo disturbo e la risposta al trattamento
  • Informatevi sempre se a scuola va al bagno. Alcuni bambini non riescono ad andare nei bagni comuni perché non sono abbastanza puliti o perché vengono disturbati dai compagni mentre fanno la pipì
  • Annotate queste abitudini del bambino e riferitele al Pediatra o Medico di fiducia.

COSA NON FARE?

  • Non sgridate il bambino. Per quanto possa essere difficile (lavare ogni giorno le lenzuola è un peso non indifferente!), ricordate che la volontà del piccolo non ha alcun potere sul suo disturbo. Lo sgridereste perché ha la febbre o il diabete? Il bambino enuretico non è pigro o svogliato, come pensano molti genitori.
  • Non ridicolizzatelo. Sentirvi parlare del suo problema davanti a estranei è ciò che di più umiliante può capitargli. Evitate di chiedere consigli a tutti, ma rivolgetevi solo al Medico di fiducia, tenendo nella dovuta considerazione la privacy di vostro figlio o vostra figlia.
  • Non colpevolizzatelo dicendogli “fai pipì a letto perché bevi troppo, perché sei pigro, impulsivo, dispettoso”, e così via. Il bambino si sente già abbastanza in colpa.
  • Non svegliatelo di notte. Non solo non serve, ma appare come una punizione che può avere ricadute sulla qualità del sonno e serve solo a colpevolizzarlo ulteriormente.
  • Non premiatelo per le notti asciutte. Fare un regalo per ogni notte asciutta è come ammettere che l’enuresi dipende dal bambino.

COME AIUTARE I BAMBINI A GESTIRE L’ENURESI?

Insegnategli a bere molto durante il giorno tra le ore 8:00 e le 18.00: almeno 1500 ml di liquidi .
Questo permetterà alla sua vescica di distendersi bene durante il giorno e attenuerà la sete alla sera, permettendogli di non bere prima di coricarsi.
Ricordategli di fare la pipì prima di andare a letto.
Se ha l’abitudine di leggere, insegnategli ad andare in bagno prima di spegnere la luce.

QUANDO DIRLO A SCUOLA?

Quando il disturbo è solo notturno non è necessario che le maestre ne siano a conoscenza. Diventa importante spiegare il problema, invece, quando il bambino ha anche una vescica “piccola” che lo costringe a chiedere di andare in bagno più volte durante il giorno. Alcune insegnanti, infatti, scambiano queste continue richieste per mancanza di impegno e svogliatezza. E’ bene, allora, parlare del disturbo e far presente che il bambino è in cura.