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IL PARERE DEGLI SPECIALISTI

IL PARERE DEGLI SPECIALISTI

I genitori sono poco informati sulle ragioni per cui il loro figlio bagna il letto di notte, anche perché ottenere queste informazioni non è semplice né immediato.

Molti sono ancora i preconcetti su questo argomento: si pensa, ad esempio, che sia un problema psicologico che si risolverà spontaneamente in adolescenza, o che basti mettere la sveglia due o tre volte per notte per prevenire il problema. Tuttavia, ben il 42% delle mamme riconosce di non fare abbastanza per aiutare il proprio figlio e, tra queste, ben il 40% si sente in colpa.
Al contrario, è molto importante parlarne e bisogna evitare di considerare l’enuresi un tabù, perché la reticenza è dannosa per il bambino e non permette la sua integrazione sociale.
Le soluzioni esistono. Bisogna incoraggiare i genitori a rivolgersi alle persone che possono aiutarli, anche perché il 77% dei bambini si confida con i propri genitori e ritiene opportuno che gli stessi chiedano aiuto ad un Medico.

FATE PARTECIPARE IL BAMBINO

Affinché qualunque trattamento possa essere efficace, è necessario che il bambino partecipi attivamente alla sua guarigione. Senza vera motivazione ogni trattamento è destinato al fallimento.
Attenzione però! Non deve essere motivato solo il bambino, ma entrambi i genitori. La riluttanza di uno dei due può essere sufficiente ad abbandonare il percorso e quindi incrinare il successo della terapia. Ciò è particolarmente vero per i figli dei genitori separati, per cui uno dei genitori sostiene la terapia intrapresa, mentre l’altro la denigra, soprattutto in coincidenza dei fine settimana in cui il bambino risulta affidato ad uno dei due.
E’ molto importante far partecipare il bambino a tutte le tappe della presa in carico  terapeutica, soprattutto alla scelta del Medico a cui affidarsi. Valutare la motivazione del bambino e l’impatto che questo sintomo ha sulla sua vita affettiva ci permette di decidere se si è pronti a intraprendere il percorso verso la guarigione.

RIMUOVERE I SENSI DI COLPA

E’ importante far capire al bambino o alla bambina che fare la pipì a letto non è una sua colpa  ma è una complessa questione di maturità del sistema nervoso, di capacità della sua vescica di contenere la pipì prodotta durante la notte, di mancato riassorbimento della stessa, di un sonno pesante che non permette di alzarsi e andare in bagno  quando la vescica è piena.
Ricordate che qualche volta, se la terapia non funziona subito, è più saggio fermarsi per un po’ prima di ricominciare il trattamento.
Infine, i genitori devono rendersi conto che fare la pipì a letto durante il sonno non è un atto volontario e che ogni tipo di punizione non avrà altro risultato che di colpevolizzare inutilmente il bambino

“ Testi e immagini a cura del Board Scientifico. Coordinatore Dr.ssa Maria Laura Chiozza, Urologo Pediatra Ricercatore Confermato Dipartimento di Pediatria. Università degli Studi di Padova – Responsabile SC Qualità e Accreditamento Azienda Ospedaliera di Padova.”