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Consigli utili

Come reagire?

Sdrammatizzare e rassicurare. Né voi, né il vostro bambino siete responsabili di questa situazione. È importante far capire al bambino o alla bambina che fare la pipì a letto non è una sua colpa, ma è una complessa questione di maturità del sistema nervoso, di capacità della sua vescica di contenere la pipì prodotta durante la notte, di mancato riassorbimento della stessa, di un sonno pesante che non permette di alzarsi e andare in bagno quando la vescica è piena. I genitori devono rendersi conto che fare la pipì a letto durante il sonno non è un atto volontario e che ogni tipo di punizione non avrà altro risultato che di colpevolizzare inutilmente il bambino.
Non si tratta pertanto né di punire né di umiliare, ma di capire e far capire a vostro figlio perché bagna il letto di notte.
Parlatene con il vostro Medico o Pediatra di fiducia. Nel frattempo, considerate i suggerimenti su cosa fare e non fare.

Cosa fare
  • Dite al bambino che non è solo
  • Spiegategli che ci sono tanti altri bambini e bambine nella sua situazione, magari tra i suoi stessi compagni di classe. Lo rassicurerà e lo farà sentire meno “diverso”
  • Se avete avuto lo stesso problema, condividete insieme questa notizia e ditegli che lui/lei è più fortunato/a, perché, rispetto ai vostri tempi, il problema ora si può curare
  • Mostratevi comprensivi. Fate capire a vostro figlio che vi rendete conto di quanto l’enuresi notturna sia un peso per lui. È importante che si senta sollevato dal senso di colpa e incoraggiato
  • Dimostrategli che vi importa solo che stia meglio e che risolva il suo problema
  • Parlatene in famiglia, spiegando perché succede e richiamate chi eventualmente lo deride
  • Fornitegli un quaderno su cui annotare le quantità di liquidi assunti durante il giorno, spiegandogli che più beve più si allarga lo spazio della sua vescica dove poter “parcheggiare” le gocce di pipì durante la notte
  • Incoraggiatelo a compilare il calendario notti asciutte/bagnate per monitorare il suo disturbo e la risposta alla cura
  • Informatevi sempre se a scuola va al bagno. Alcuni bambini non riescono ad andare nei bagni comuni perché non sono abbastanza puliti o perché vengono disturbati dai compagni mentre fanno la pipì

Annotate queste abitudini del bambino e riferitele al Pediatra o Medico di fiducia.

  • Non sgridate il bambino. Per quanto possa essere difficile (lavare ogni giorno le lenzuola è un peso non indifferente!), ricordate che la volontà del piccolo non ha alcun potere sul suo disturbo. Lo sgridereste perché ha la febbre o il diabete? Il bambino enuretico non è pigro o svogliato, come pensano molti genitori.
  • Non ridicolizzatelo. Sentirvi parlare del suo problema davanti a estranei è ciò che di più umiliante può capitargli. Evitate di chiedere consigli a tutti, ma rivolgetevi solo al Medico di fiducia, tenendo nella dovuta considerazione la privacy di vostro figlio o vostra figlia.
  • Non colpevolizzatelo dicendogli “fai pipì a letto perché bevi troppo, perché sei pigro, impulsivo, dispettoso”, e così via. Il bambino si sente già abbastanza in colpa.
  • Non svegliatelo di notte. Non solo non serve, in quanto questi bambini hanno una strutturale difficoltà al risveglio, ma inoltre disturba il loro regolare sonno.
  • Non premiatelo per le notti asciutte. Fare un regalo per ogni notte asciutta è come ammettere che l’enuresi dipende dal bambino.
Cosa non fare

Insegnategli a bere molto durante il giorno tra le ore 8:00 e le 18.00: almeno 1 litro e mezzo di liquidi.
Questo permetterà alla sua vescica di distendersi bene durante il giorno e attenuerà la sete alla sera, permettendogli di non bere prima di coricarsi.
Se suda molto aggiungere altri 500 ml che compenseranno le perdite con il sudore.
Ricordategli che se beve durante il giorno non avrà più tanta sete alla sera. Spiegategli che da quando beve al momento in cui si fa la pipì trascorrono 2 ore.
Ricordategli di fare la pipì prima di andare a letto.
Se ha l’abitudine di leggere, insegnategli ad andare in bagno prima di spegnere la luce.

Quando il disturbo è solo notturno non è necessario che le maestre ne siano a conoscenza. Diventa importante spiegare il problema, invece, quando il bambino ha anche una vescica “piccola” che lo costringe a chiedere di andare in bagno più volte durante il giorno. Alcune insegnanti, infatti, scambiano queste continue richieste per mancanza di impegno e svogliatezza. È bene, allora, parlare del disturbo e far presente che il bambino è in cura

Testi e dialoghi a cura della Prof.ssa
Maria Laura Chiozza - Urologo Pediatra
Senior expert Scuola di Medicina e Chirurgia, Università degli studi di Padova
MN/2634/2018/IT