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Enuresi… di cosa si tratta?

L’enuresi è una forma di incontinenza urinaria intermittente per cui il bambino fa la pipì a letto di notte senza svegliarsi.

10% dei bambini
10% dei bambini
Il 10% dei bambini tra i 6-14 anni: oltre 600.000 bambini in Italia. L’enuresi rappresenta, in ordine di frequenza, il secondo problema in età pediatrica, dopo le allergie.
Lo 0,5-1% della popolazione adulta. Molti di questi sono quei bambini che non sono stati portati in tempo dal Pediatra o Medico di fiducia e che ora si trovano a gestire, da adulti, un problema che condiziona pesantemente la loro vita di relazione.Sia i maschi che le femmine possono soffrire di enuresi notturna anche se le statistiche dimostrano che il problema è più frequente nei maschi, rispetto alle femmine, con una prevalenza di 2:1.

No. Le cause sono organiche, ma se non viene correttamente affrontata e gestita, l’enuresi crea problemi psicologici ai bambini che ne soffrono perché diminuisce il loro grado di autostima e limita le loro esperienze di vita sociale.

Negli ultimi anni i contributi della ricerca hanno permesso di identificare le cause che determinano l’enuresi, permettendo così un approccio razionale alla sua gestione. In particolare, è stato confermato che:

  • esiste una componente ereditaria
  • i maschi sono più colpiti delle femmine
  • questi bambini, di ambo i sessi, producono durante la notte volumi di urina che eccedono la loro capacità vescicale. Questa eccessiva produzione di pipì durante la notte è legata alla mancata produzione notturna di un ormone, la vasopressina, che normalmente ha un picco di produzione verso le 3-4 di notte: questo garantisce che la quantità di urina notturna riesca ad essere contenuta nella vescica dalla sera alla mattina. In numerosi casi questi bambini presentano una vescica di dimensioni più piccole rispetto a quelle attese per la loro età, per cui sono costretti a bagnare più volte durante la notte
  • la difficoltà a risvegliarsi quando parte lo stimolo a fare la pipì è una caratteristica comune a tutti i bambini che soffrono di questo problema.
+5 anni di età

Decidere quando iniziare la cura di un bambino con enuresi dipende dal livello di maturazione che ha raggiunto, dall’impatto del sintomo sul suo grado di autostima, dalla limitazione imposta alla sua vita di relazione, dal tipo di enuresi di cui soffre, dalla sua e vostra motivazione.
In accordo con la Società Internazionale che si dedica ai problemi della continenza in età pediatrica (International Children’s Continence Society), si raccomanda di prendere in considerazione l’enuresi solo dopo i 5 anni di età, epoca in cui generalmente i bambini e le bambine hanno completato il raggiungimento del controllo minzionale e si accingono all’ingresso alla scuola elementare, che rappresenta un’importante tappa sociale.

Questo è vero solo per il 15% dei bambini. Purtroppo per gli altri, la pipì a letto non passerà da sola e a 15 anni ci sarà ancora il 2% di dei ragazzi che bagnerà il letto. Molti hanno una grande probabilità di sviluppare varie forme di incontinenza urinaria in vecchiaia. Una gestione EFFICACE E TEMPESTIVA può modificare questo esito. Ecco perché è importante consultare il Medico di fiducia e parlarne con lui.

Nonostante i numerosi progressi fatti in campo Medico-scientifico, ancora oggi oltre il 65% dei pazienti non riceve un corretto inquadramento diagnostico e una gestione adeguata, perché spesso il sintomo viene considerato trascurabile e di sicura risoluzione nel tempo. In realtà, le cose non stanno proprio così.
Esistono studi che dimostrano come questo atteggiamento abbia conseguenze rilevanti. Bagnare il letto dopo i 5 anni diminuisce maggiormente l’autostima rispetto ai bambini con malattie croniche invalidanti. Anche se può sembrare paradossale, considerato come dormono profondamente, questi bambini al risveglio sono spesso molto stanchi perché, in realtà, hanno un sonno molto disturbato. Essi, infatti, trasmettono normalmente al cervello la sensazione di vescica piena, ma continuano a dormire perché hanno una minore capacità di risvegliarsi in risposta a questa sensazione rispetto agli altri bambini. Ne segue un sonno frammentato e poco ristoratore che spiega la stanchezza mattutina e, a volte, il minor rendimento scolastico.
Inoltre, studi recenti dimostrano che circa 8 su 10 soggetti sofferenti di incontinenza urinaria oltre i 60 anni, soprattutto se donne, riferiscono di aver sofferto di enuresi quando erano bambini.
La gestione e la soluzione del problema favoriscono, invece, un rapido e duraturo miglioramento.

Testi e dialoghi a cura della Prof.ssa
Maria Laura Chiozza - Urologo Pediatra
Senior expert Scuola di Medicina e Chirurgia, Università degli studi di Padova
MN/2634/2018/IT